Alessandro ed il medico Filippo

Ed eccoci arrivati alla descrizione dell’ultimo quadro della sala grande di Toiano (aggiungo una piccola piantina della sala per ricapitolare la posizione dei titoli). 

La storia, disposta sulla parete lunga che è sopra la porta di ingresso nella sala, è intitolata “Alessandro e il medico Filippo” e fa riferimento ad un episodio narrato da Plutarco (Vita di Alessandro e di Cesare 19). 

Dopo un bagno nelle acque gelide del Cidno in Cilicia (regione della Turchia meridionale), Alessandro cadde ammalato e nessun medico ebbe la capacità e il coraggio di curarlo, eccetto Filippo di Acarnania, di cui il sovrano era amico personale. Filippo preparò un beveraggio medicamentoso per il macedone immobilizzato a letto; nel frattempo però questi ricevette una lettera da parte di Parmenione (medico al seguito della spedizione) che consigliava al re di non fidarsi di quel medico, perché egli aveva ricevuto da Dario denari e doni per farlo uccidere. 

Alessandro invece, confidando totalmente nell’amico conosciuto da tanti anni, bevve la medicina mentre faceva leggere a Filippo la missiva. L’affresco inquadra questa scena resa in termini molto teatrali, tra la lettura della lettera da parte di uno sconvolto Filippo e Alessandro che beve la medicina con tutta tranquillità tra gli sguardi sbigottiti e interrogativi dei soldati del seguito. 

È quindi il senso dell’amicizia che viene celebrato nell’affresco, la fiducia che il re nutriva nei confronti delle persone che stimava, senza farsi distrarre o ingannare da calunnie o accuse infondate nei loro confronti.

Il personaggio centrale della scena è senza dubbio il medico Filippo con la sua tunica arancio. Il Melani mi pare che colga bene l’espressione di Filippo che pare sconvolto e arrabbiato e che indica la lettera che ha appena finito di leggere, che si potrebbe definire una lettera che lo infanga nei confronti di Alessandro. Il quale è colto con espressione molto tranquilla a letto mentre sta bevendo la pozione che Filippo stesso gli ha consigliato. Intorno al suo letto una moltitudine di soldati ed altri personaggi alcuni con espressione preoccupata, altri invece tranquilla, qualcuno pare addirittura piangere sul letto di Alessandro credendolo in procinto di morire. Il medico Filippo ha qualcosa di biblico, quasi un Mosè con il cielo ed i nembi intorno alla testa e rappresenta l’amicizia degna di fiducia che non viene scalfita dalle male lingue. 

Ed è forse questo il messaggio che ai De Vecchi interessa far passare: l’amicizia, quando è vera, è un tesoro che ti salva la vita. Ed in effetti il vero tesoro che probabilmente avevano accumulato nella loro attività di Banchieri, più che il denaro, era stato la costituzione di una solida rete fiduciaria di rapporti che li aveva permesso di accrescere reputazione e credibilità verso gli altri. Personalmente sento questo “valore” espresso nel quadro più vero di quello che gli sta di fronte descritto la volta scorsa. Il valore di una stretta di mano è qualcosa di effimero ma che diventa invece solido e concreto nel momento in cui si è stabilita fiducia. 

Abbiamo con questa breve spiegazione finito i quadri laterali della sala, riservo l’ultima puntata alla descrizione della grande volta. Ho così con ogni probabilità invertito l’ordine di esecuzione dei lavori, perché è certo che il primo affresco realizzato fu appunto la volta e che conferisce la data certa a tutto il ciclo, si vede infatti chiaramente l’anno 1707.

Io Mic.le Arc.lo Melani P. inxit

Invece nel quadro raccontato oggi (nell’angolo basso di sinistra guardando) è presente la firma del pittore Melani che è comparsa, con l’emozione di tutti, solo nel corso del restauro e che prima non era leggibile. Aggiungo anche che dei quattro dipinti forse questo, nel complesso ben mantenuto, ha riportato la lesione più evidente, per fortuna limitata che è visibile sulla sinistra. Una infiltrazione d’acqua ha praticamente cancellato il colore di un cavaliere accanto a quello col cimiero rosa. Saggiamente il restauratore, Giovanni Salto, si è limitato a togliere impurità ma non si è sostituito al pittore. 

Ultima notazione i quadri hanno tutti, tranne uno, quasi le stesse esatte dimensioni: 5 e 30 di larghezza e 2 e 30 di altezza. Quello intitolato Il sogno di Alessandro, primo descritto, ha dimensioni più piccole quasi della metà: 2 e 70 di larghezza ed 1 e 22 di altezza. 

Infine i dipinti sono tutti, anche la volta, circondati da stucchi ornamentali che li mettono in rilievo,  opera di un artigiano di nome Zoccoli.